MANZOLINO - TIVOLI

panoramica Manzolino-Tivoli


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DESCRIZIONE

Un'area ricca di presenze ambientali posta tra le province di Modena e Bologna, le cui componenti sono frutto del sovrapporsi di esigenze territoriali e funzioni idrauliche, forgiate dal susseguirsi di eventi storici e attuali. L'ambito tutelato di Manzolino e Tivoli si estende nella parte di territorio posta a nord della località di Manzolino (frazione del Comune di Castelfranco Emilia, MO), a sud della località di Tivoli (frazione del Comune di San Giovanni in Persiceto, BO) e in parte lambisce il territorio comunale di Sant'Agata Bolognese.
Grazie agli habitat naturali idonei a favorire la sosta e la riproduzione di numerose specie animali, il comprensorio è stato riconosciuto all'interno della Rete Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) ai sensi della Direttiva "Habitat" n. 92/43/CEE e Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.) ai sensi della Direttiva "Uccelli" n. 2009/147/CE, con l'attribuzione del codice IT4040009 - Manzolino.
Il SIC-ZPS è formato da tre Sub-Siti: Manzolino (Cassa di Espansione); Tivoli (ex allevamento ittico), posto a nord della Cassa e Boaria Rossa (ex allevamento ittico), posta nella parte nord-ovest dell'area, che complessivamente abbraccia una superficie di 326 ettari.
Gran parte della zona, fino a pochi anni fa, si presentava degradata e con diverse problematiche. Erano presenti quattro appostamenti fissi di caccia che, con notevole impegno, sono stati disattivati e sostituiti dall'attuale divieto di caccia su tutto il territorio interessato. Dopo aver dato le prime forme di tutela le Amministrazioni Comunali, le Province interessate ed il Consorzio di Bonifica territorialmente competente, hanno intrapreso percorsi di gestione e ripristino dell'ambiente naturale volti a migliorare le condizioni e la fruizione del Sito. In particolare per quanto riguarda l'area umida di Tivoli, il Comune di San Giovanni in Persiceto in collaborazione con la Provincia di Bologna, la Regione Emilia Romagna e il Consorzio della Bonifica Burana (allora Reno Palata) ha realizzato una serie di interventi gestionali, partiti nel 2005, con l'obiettivo di ripristinare e creare nuovi habitat naturali, condizioni favorevoli alla fauna e consentire la visita al Sito in modo strutturato, con percorsi e punti di osservazione appositamente realizzati. Oggi i risultati ottenuti danno tutela e conservazione alle specie e agli habitat presenti e sono alla portata di tutti.

L'area umida di Tivoli (Sub Sito Tivoli)

L'ex allevamento ittico di Tivoli è composto da due batterie di vasche, a est e ad ovest di via Carletto. Dello stesso complesso fa parte anche una serie di vasche, in cui viene tutt'ora praticato l'allevamento del pesce rosso.
Le vasche del Sub-Sito Tivoli sono in tutto quindici. Si tratta di appezzamenti di terreno arginati con dimensioni variabili da 0,5 a 1,7 ettari, che complessivamente hanno un'estensione è di18 ettari (circa 22 campi da calcio). Appositi lavori di sistemazione naturalistica hanno collegato tra loro parte delle vasche, dando origine ad aree più ampie che vanno da acqua poco profonda ad acqua profonda, un metro e più. Questo si traduce in diversità ambientale e ricchezza di habitat naturali.

agosto 2008 taglio di un argine interno agosto 2008 scavo e sistemazione del terreno agosto 2008 sagomatura delle rive di una nuova isola aprile 2013 nuovi canali, rive ed isole

L'habitat naturale prevalente è quello palustre, con presenza di aree completamente ricoperte dal canneto a cannuccia di palude, idonee alla riproduzione dell'airone rosso, del falco di palude e del tarabusino. Le basse lame d'acqua (terreni paludosi formati dal raccogliersi delle acque), mantenute con prelievi effettuati dal canale di San Giovanni, le barene fangose (dossi sabbiosi che emergono dall'acqua) e le isole favoriscono la sosta e l'alimentazione degli uccelli, in particolare, limicoli e anatre di superficie. Sempre nelle acque basse e sugli argini sono presenti aironi, cenerino e bianco maggiore, garzette e nitticore.
I piccoli stagni ed i canali con acque poco profonde, che si formano tra i canneti, sono frequentati dagli anfibi: il rospo comune, il rospo smeraldino, le rane verdi, la raganella, il tritone crestato italiano e il tritone punteggiato. Sulle rive e sugli isolotti privi di vegetazione non è difficile avvistare la testuggine palustre europea, un rettile che sosta al sole per termoregolarsi.

marzo 2008 canale cascinetta e zona umida prima dei lavori agosto 2008 lavori di scavo e sagomatura dell'argine e del canale giugno 2013 canale cascinetta agosto 2008 lavori di scavo delle rive giugno 2013 canale cascinetta

In linea con la finalità di diversificare l'area attraverso interventi di gestione mirati, dall'autunno del 2008 sono fatti pascolare alcuni degli argini di Tivoli. Il pascolo è svolto da una coppia di asini che soggiornano tutto l'anno, estate e inverno, all'interno di uno speciale recinto che racchiude un'area centrale con rive in cui sostano anche gli uccelli acquatici. La particolarità di questo pascolo è che gli asini sono a diretto contatto con la fauna selvatica e liberi di vivere all'interno dell'ambiente naturale. Il pascolo, infatti, ha la funzione di gestire in modo naturale una parte dell'area protetta, mantenendo una zona a vegetazione sempre bassa e rinnovata. Questo richiama numerose specie di uccelli, che approfittano delle rive aperte e dei giovani germogli delle erbe pascolate e contribuisce anche l'alimentazione degli uccelli insettivori, attirati dagli insetti che sono abbondanti grazie alla presenza degli animali al pascolo.

14 ottobre 2008 l'arrivo degli asini nell'area di pascolo gennaio 2009 la coppia di asini si ambienta nel nuovo spazio estate 2010 il pascolo sugli argini e nei canneti ottobre 2011 il pascolo in autunno aprile 2013 pascolamento primaverile

Quest'area umida è gestita dal Comune di San Giovanni in Persiceto, proprietario di parte dei terreni, che si avvale della propria Società in House (Sustenia) per condurre le attività gestionali, ordinarie e straordinarie.

settembre 2007 montaggio struttura, capanno cascinetta settembre 2007 costruzione capanno cascinetta settembre 2007 montaggio delle pareti e rivestimento, capanno cascinetta febbraio 2009 capanno cascinetta vista frontale

Nel Sito di Manzolino sono presenti laghi e canneti circondati da canali ricchi di pesce, condizioni ideali per il martin pescatore (Alcedo atthis). Questo uccello è sempre stato presente a Manzolino e in alcuni anni lo si può osservare con un discreto numero di individui. Nelle zone umide di Manzolino e Tivoli non sono però presenti le scarpate sabbiose tanto ricercate da questa specie, motivo che probabilmente ne ha sempre impedito la nidificazione. Gli operatori della gestione della parte bolognese delle (Sub-Sito Tivoli) hanno pensato di stimolare la nidificazione del martin pescatore creandogli le condizioni idonee attraverso la costruzione di una parete e l’installazione del nido artificiale. Esperienze di questo tipo sono piuttosto frequenti all’estero, Inghilterra e Germania ad esempio.
Dal settembre 2014 è presente una parete artificiale che simula le ripide scarpate di sabbia. La struttura è alta 1,5 metri e larga circa 3 metri, con la parte anteriore perpendicolare che si affaccia direttamente sull’acqua. Il nido artificiale è posto nella parte retrostante della parete e la sua entrata si trova a un metro di altezza dalla superficie dell’acqua. Il nido è formato da un tubo, diametro 6,5 centimetri e lunghezza 60 centimetri, che ricostruisce il tunnel naturale e porta ad un pozzetto di cemento (20x20 cm) rivestito internamente di sabbia che crea la camera di deposizione. Tutta la parte retrostante della parete è ricoperta di terra.
La costruzione della parete e del nido artificiale è stata realizzata grazie al contributo del WWF Terre d’acqua, associazione che collabora per la gestione della parte bolognese, e grazie al lavoro di volontari che hanno svolto le operazioni di montaggio della parete.

costruzione della parete il nido artificiale visto dall alto il nido, installato su supporto di legno la parete ultimata

 

L'area umida di Manzolino (Sub Sito Manzolino)

Nel territorio di Castelfranco Emilia si trova la parte del Sito dove è presente la Cassa di Espansione del Canale di San Giovanni (35 ettari circa), realizzata nel 1965 per difendere Persiceto e la frazione di Decima da possibili esondazioni. La cassa è costituita da tre bacini, osservabili da specifici punti schermati posti sulla collinetta dell'ex discarica e sulla torretta di via Carletto. Dal momento che le finalità idrauliche del Sito non hanno mai impedito che fungesse anche da zona naturalistica, nel 1984 fu istituito come oasi faunistica. Si notò infatti che le vasche costituivano un richiamo straordinario per molte specie di uccelli acquatici.
La profondità e l'ampiezza dei bacini permette la sosta soprattutto degli anatidi: germano reale, marzaiola, alzavola, mestolone, fischione. Presenti spesso con un numero anche molto elevato di individui, peculiarità di questo invaso che risalta subito appena ci si affaccia dalla Torretta di osservazione. Le anatre utilizzano le rive emerse ed i canneti per nidificare, nascoste e al riparo dai predatori. Altra presenza caratteristica, quasi esclusiva della Cassa di Espansione, è quella dello svasso maggiore che si immerge con frequenza vicino agli argini, in cerca di pesce. Una nuova zona umida, situata sui terreni a est della Cassa, realizzata di recente dal Consorzio della Bonifica Burana, proprietario dell'area, ha dato vita ad ambienti di acque poco profonde e canneti. L'acqua bassa richiama numerosi aironi che usufruiscono anche di due grandi alberi secchi, posatoio ideale posto proprio di fronte a uno dei capanni. Le rive degli isolotti affioranti dall'acqua sono battute dai piro piro, dal beccaccino e, in primavera-estate, dal cavaliere d'Italia.
La parte della Cassa di Espansione e della nuova zona umida del Sub Sito di Manzolino sono di proprietà del Consorzio della Bonifica Burana, che ne cura anche la gestione idraulica e naturalistica. Mentre l'area dell'ex discarica, posta a ovest della Cassa di Espansione, ripristinata con rimboschimenti partiti negli anni novanta è di proprietà del Comune di Castelfranco Emilia, che segue la gestione e la manutenzione dei percorsi di visita che interessano quest'area.

L'area umida della Boaria Rossa (Sub Sito Boaria Rossa)

Il complesso di vasche posto a nord-ovest presenta invece acque più profonde (circa un metro), ideali per uccelli tuffatori come lo svasso maggiore, il tuffetto, il cormorano e diverse specie di anatre. Le rive sono popolate anche da aironi bianchi e cenerini.
A nord, in prossimità del nucleo principale di vasche, sorge un'altra zona umida di caratteristiche più palustri, in cui sostano soprattutto uccelli limicoli.
Entrambe le aree sono accessibili solo concordando la visita guidata con il Comune di San Giovanni in Persiceto che collabora con la Proprietà Privata per la tutela di quest'area.


Ripristino habitat - 2016

Lavori di ripristino habitat naturali e isole nella zona umida di Tivoli (Capanno Cascinetta). Settembre 2016. (Video di Stefano Lin e Francesco Cacciato).
 


Il dosso dei gruccioni - 2015

Fasi della realizzazione del dosso artificiale per la nidificazione dei gruccioni osservabile dal capanno "Anser" (video di Stefano Lin)

 

L'offerta naturalistica invernale del sito di Manzolino-Tivoli (video di Ettore Cattoli)

 

Regolamentazione delle attività e della visita

Accessi

Contatti

  • Sustenia srl - Recupero e Gestione Ambientale
    tel. 051 6871051 - cell. 340 8139087
    mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Uff. Ambiente Comune San Giovanni in Persiceto - tel. 051 6812849
  • Uff. Ambiente Comune Castelfranco Emilia - tel. 059 959347

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